La misura imperfetta del tempo – la recensione

La misura imperfetta del tempo è il secondo romanzo della scrittrice e collaboratrice per Vanity Fair Monica Coppola

Altri testi scritti o curati da Monica Coppola: 

Trama

Una famiglia, tre donne di tre generazioni diverse e un vecchio segreto che sta per essere rivelato. Mia ha ventidue anni e lotta perennemente con ansie e insicurezze. È cresciuta nella periferia torinese con i nonni materni, senza sapere nulla dell’identità del padre. La nonna, Zita, è vivace e dinamica ma ora deve superare il lutto per la recente morte del marito. La madre, Lara, ha anteposto la carriera all’istinto materno e vive a Milano dove coltiva ambizioni e amanti conosciuti online. Durante una vacanza alle terme, Zita incontra Santo, accetta il suo corteggiamento e ricomincia a vivere. Questa sua scelta destabilizza Mia che, ancora legata al ricordo del nonno, inizia a ostacolare la relazione. E riporta Lara a Torino, per capire cosa stia succedendo tra nonna e nipote. Quando le tre si ritrovano, il confronto sfocia in un aspro litigio, ma la verità sul padre di Mia, che Lara ha tenuto nascosta a tutti per più di vent’anni, sta finalmente per venire a galla.

Recensione ★★★☆☆(3/5)

– Ma tu non fai niente per migliorare. Ti sei atrofizzata. Sembra quasi ti piaccia vivere così, crogiolarti nei rimpianti, nel dolore…
– Mi sa che i grassi saturi ti fanno straparlare. Mi stai dicendo che mi piace fare una vita di merda?
– No. Ti sto dicendo che combatti battaglie che non ti appartengono, in cui non sei la protagonista. Perché il punto è questo, tu protagonista non vuoi esserle mai.

Da questo dialogo capiamo meglio Mia, una ventiduenne alle prese con la vita sua e quella di sua nonna, Zita, alla quale è da qualche mese morto il marito. In questo rapporto a due, gioca un ruolo collaterale Lara, la figlia di Zita, nonché mamma di Mia.

Il tema generazionale non è un tema nuovo, lo abbiamo visto in film, serie tv e letto in altri libri. Il tema generazionale al femminile, in particolar modo, ci attira molto di più, per i segreti che appartengono a ognuna delle donne in gioco.

Qui conosciamo una Mia particolarmente apprensiva per la sua giovane età, che si preoccupa per la nonna, figura che è stata per molti anni il vero riferimento nella sua vita, visto che Lara, sua madre, la lasciò in balìa di sé stessa per trasferirsi da Torino a Milano per inseguire la sua carriera. Lara vive con i sensi di colpa di una verità che per troppo tempo ha nascosto a sua mamma e sua figlia. Una realtà che può solo venire a galla grazie a una conoscenza inaspettata che fa Zita durante a una vacanza. E mi fermo qui, altrimenti spoilererei tutta la storia! 

Il fascino, il mistero, le bugie e le verità che racchiudono queste tre donne, di tre generazioni diverse, rendono il lettore curioso e impaziente di scoprire la realtà effettiva delle cose. Un concept già sentito e visto, ma comunque sempre attuale ed efficace.

Funziona anche ne “La misura imperfetta del tempo” anche se, a mio avviso, poteva essere approfondito meglio. Il momento della verità avviene in maniera troppo repentina; il cambiamento di posizione di Lara appare quasi forzato, posticcio, in un contesto che poteva essere più organico.

 


Recensione di NiMa per Chicklit Italia.

Questo romanzo ci è stato inviato dalla casa editrice Las Vegas edizioni che ringraziamo!

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