Diario di una moglie tradita – la recensione

Diario di una moglie tradita” è l’ultimo romanzo pubblicato in self da Palma Lavecchia. Capitano dei carabinieri in servizio, Palma è un’autrice espressiva e diretta, un’esordiente molto promettente.

I sei romanzi attualmente pubblicati da Palma Lavecchia sono:

Trama

Delia, 52 anni, due figli e un marito a metà, ha una carriera avviata come interprete presso il tribunale e tanti dubbi. Un giorno, per una coincidenza, scopre che il marito la tradisce e sulle prime decide di non dire niente, soprattutto per non rompere il sottile e delicato equilibrio che tiene insieme la sua famiglia e i suoi figli. Delia decide di sfogarsi col suo diario, solo con lui e quindi, con noi che leggiamo. Questo castello costruito sulle menzogne inizia a vacillare quando il figlio minore, Amedeo, decide di partire per Brighton e Dorotea, la maggiore, di trasferirsi dal suo fidanzato. Delia rimane sola con se stessa e con quel marito a metà di cui non sa più che farsene. E quando finalmente sembra riaver trovato un apparente equilibrio, nutrito dalla decisione di accettare una condizione scomoda ma non ufficializzata, ecco che l’incontro con “l’altra” riesce a scoperchiare il vaso di Pandora costringendola a fare i conti con la cruda realtà.

Recensione ★★★★☆ (4/5)

La dimensione di intimità del diario mi ha sempre affascinata, forse proprio per quella sorta di rapporto “esclusivo” che sembra instaurarsi con il lettore. E Palma Lavecchia in questo è molto brava, nel farci percepire una realtà semplice e diretta, senza mezzi termini, mai edulcorata, racchiusa in una forma di scrittura molto colta e ricercata, asciutta ed espressiva. Elegante, esattamente come Delia.

Ma Delia è anche e soprattutto una donna segnata da cicatrici invisibili e dolorose, ed è di queste che ci racconta nei sei mesi di osservazioni, confessioni e sfoghi che sceglie di rinchiudere nel suo diario. Il sospetto, sempre più concreto, del tradimento del marito mina una già difficile dinamica familiare travestita da tranquillità e calma apparente, fatta di routine e aspettative disattese.

Giornate brutte, di amarezza e solchi incisi a carne viva. Sto vivendo come chi crede e spera di aver toccato il fondo, ma in realtà questo fondo sembra non essere mai abbastanza profondo, e un nuovo tassello macchia di veleno il quadro che si sta delineando sotto i miei occhi increduli.

L’unica forza a cui Delia attinge, viscerale e potente, è l’amore per i propri figli. E adoro come traspaia ciò che di più umano c’è in un rapporto genitore figli, ma che spesso viene omesso o tralasciato, ovvero un sano e imprescindibile egoismo. Tutte le attenzioni che lei offre ai figli non sono altro che tentativi inconsapevoli di legarli a lei in maniera esclusiva e infrangibile. Ecco che quando il figlio Amedeo annuncia ai genitori la sua intenzione di andare a farsi una esperienza di stage lavorativo all’estero, a Brighton per la precisione, a Delia manca la terra sotto i piedi. Il suo piano di rendersi indispensabile al figlio sembra non avere avuto il risultato sperato.

Mio figlio è pronto ad andarsene in giro per il mondo, e a farlo senza di me,
senza nessuna forma di aiuto, senza alcun bisogno di sostegno.

Stesso infausto destino la travolge quando anche la figlia Dorotea decide di andarsene per trasferirsi dal fidanzato. Nonostante il rapporto con la figlia sia da sempre stato meno intenso rispetto a quello che ha col figlio maschio, di nuovo Delia non pensa alla felicità di Dorotea ma si concentra sul vuoto che tutto ciò porterà alla sua già precaria vita.

[…] tra qualche giorno i suoni a cui ero abituata – tipo la chiave nella toppa e il “Ciao mamma” quando torna a casa, o quello del bollitore quando nelle serate fredde scende a prepararsi una tisana, o le performance musicali dalla
doccia – riverbereranno come un eco spento negli orario in cui ero solita avvertirli.

Queste verità scomode, genuinamente confessate attraverso le pagine del diario, rendono questo romanzo molto intimo e sincero, affascinante. Delia non è perfetta, è semplicemente un essere umano in difficoltà. Sembra oscillare tra il tentativo di trovare prove schiaccianti sul tradimento del marito a quello di far finta di nulla, cercando di non pensarci, di crogiolarsi inconsciamente in quella piccolissima probabilità che sia tutto un malinteso, che quella donna bellissima e troppo giovane che ha visto col marito in atteggiamenti intimi non sia la sua amante, ma una semplice stagista. Ma la strategia che mette in atto per innervosire la sua “rivale”, autoinvitandosi a un apparentemente finto viaggio di lavoro per rovinare i piani d’amore della coppia clandestina, o esigendo la presenza del marito in contesti familiari che quindi lo obbligano ad allontanarsi dall’amante, più che una piccola vendetta sembra un inconscio tentativo di far scoppiare una bomba da troppo innescata, che la sta asciugando e deteriorando da troppo tempo. E così succede, quella micro speranza che sia tutta una suggestione muore di colpo, nel parcheggio di un supermercato. E tutto ciò che Delia ha tentato di tenere insieme con una esile corda fatta di carattere, necessità, dignità e speranza, crolla inevitabilmente giù da un burrone, per infrangersi a terra in pezzi troppo piccoli da poter riattaccare insieme.

La trama non è certo originale, ma proprio per questo, proprio perché si parla di dinamiche e relazioni che sono all’ordine del giorno, ognuno di noi leggendolo trova qualcosa di sé, e piano piano si immedesima sempre di più in questa donna sconfitta. Ed è questa la potenza ancora più forte di questa storia: Delia è e resta sconfitta. Poco importa avere un’amica quasi-sciamano che la aiuta nel momento dell’apice della crisi, o che compaia un papabile “chiodo schiaccia chiodo”: Delia rimane dignitosamente “spezzata” fino alla fine. Perché l’autrice (e non succede spesso) ha avuto il coraggio di evitare uno scontato happy ending, restando cruda e verosimile fino all’ultima pagina.

Ma la vita è un intreccio di inspiegabili ragioni, di cui talvolta si coglie il senso solo dopo molto, moltissimo tempo, quando ci si guarda indietro e il significato che avevamo attribuito in passato agli eventi, ora è completamente cambiato.

 


Questo romanzo ci è stato inviato dall’autrice che ringraziamo!

 

 

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