USHEEN – la recensione

Usheen è il secondo dei romanzi autoconclusivi della serie r.u.D.e. pubblicata in self publishing dalla talentuosa, decisa e sensibile penna di Naike Ror, autrice italiana che pubblica sotto pseudonimo.

I romanzi e le serie di Naike Ror attualmente disponibili sono:

Trama

«Ognuno di noi può essere tutto e niente,
può essere vita o morte,
odio o amore,
può essere finzione o realtà.
Tu, Ryana, cosa credi di essere stata per Usheen Doherty?»

Il controllo sulle proprie emozioni è una necessità, per Ryana Murphy.
La sua esistenza è scandita da regole ben precise, almeno finché Samuel McQueen, reporter con una passione per gli alcolici, irrompe nella sua vita portando con sé dubbi e agghiaccianti sospetti sul passato della famiglia Murphy.
Vivere a Derry, in Irlanda del Nord, non è facile; tra quelle strade, spesso è il credo religioso a fare la differenza. Usheen Doherty indossa una divisa, mentre percorre i quartieri intrisi del sangue di una guerra solo apparentemente sedata e rincorre la giustizia con metodi non sempre convenzionali. Qualcuno pensa che combatta dalla parte sbagliata, altri credono che la sua missione sia legittima. Solo Usheen sa quale sia la verità.
Sotto la sottile pioggia irlandese, Ryana e Usheen incroceranno i loro destini, lotteranno una contro l’altro per reclamare la vendetta che da anni bramano, fino a illudersi di averla vinta. Le varianti al loro piano saranno numerose, i tranelli insidiosi e la verità brutalmente distorta.

Recensione

Sono fuori tempo massimo, lo so.  Usheen è stato pubblicato da Naike Ror nel 2016, ben 6 anni fa. Ma continuavo a sentirlo nominare affiancato a grandissimi complimenti, qualcuno mi ha parlato di “una terza persona ficcante e di carattere”. Le aspettative erano alte, quindi avevo un po’ paura, ma finalmente ho deciso di leggere questa perla di romance contemporaneo, e per fortuna!

Ryana, alias Samedi, è una ragazza rigida, incastrata in una routine ripetitiva ed estraniante che si è costruita per evitare di avere il tempo di pensare. È per questo che continua a cercare il rigore della danza classica. Ha ferite profonde, radicate nella sua infanzia, mai affrontate e mai disinfettate, coperte per non guardarle. Persino i suoi gusti sessuali si traducono in un sostanziale bisogno di rigidezza, sottomissione, disciplina, annullamento di se stessa. La sua filosofia? Il rigore.

L’alienazione dal mondo, la convulsa ricerca del controllo, avevano solo curato i sintomi ma non la malattia e Ryana si trovò davanti a quella scelta che rimandava da tempo.

 

Usheen è un uomo coraggioso e spavaldo, arrogante, che ha imparato a vivere mangiando polvere, che ogni giorno rischia la vita. Si è scelto uno dei mestieri più difficili del mondo: quello di proteggere le persone, con strategie e strumenti riconosciuti o illegali. La sua filosofia? Il rischio.

«Il mio arruolamento equivale al tuo smettere di danzare.».
Ryana capì perfettamente quello che Usheen intendeva; le loro vite avevano finito per essere come i loro appartamenti; perfettamente speculari. «Sai quando la situazione si complica?» Le domandò retoricamente. «Quando iniziamo a volere bene a qualcuno.» Rispose Ryana e fu il turno di Usheen di annuire.

 

La trama è molto articolata, disegnata con incastri perfetti, una montagna russa che passa attraverso dolore e passione, mistero e ricerca incondizionata della giustizia. Alla fine è quest’ultima che accomuna i due protagonisti, ma la giustizia di uno non coincide con quella dell’altra. Non ci sono buoni e cattivi, entrambi vengono mossi da motivazioni radicate, immerse nelle proprie verità.

La loro esistenza, i loro limiti, le loro speranze, e le loro paure combaciavano.  Nessuno che non avesse vissuto sotto quel cielo in tempesta, calpestando quella terra insanguinata, avrebbe mai potuto comprendere la consapevolezza che li univa.

 

Non aspettatevi un romanzo “educato”, l’autrice si è presa la libertà di essere cruda e crudele, giocando con un equilibrio di emozioni e sottotrame invidiabile e assolutamente efficace. Mi ha fatto piangere e incazzare, quella carogna, e quando succede significa che le linee e i colori sono talmente nitidi da farti restare incastrata nella storia, da renderti incapace di prendere le distanze.

La cosa che mi ha più colpito, comunque, è l’incredibile studio che trapela dal contesto storico-sociale descritto dalla Ror, che ha scelto l’Irlanda del nord come setting (scomodo e affascinante) della sua storia. Una ricerca che va al di là della semplice consultazione di wikipedia, una documentazione approfondita e cosciente, consapevole.

La storia di Usheen […] si svolge in una città dal duplice nome: Derry (se siete cattolici)/Londonderry (se siete protestanti). Gli accenni che leggerete a fatti di cronaca sono tutti ispirati ad avvenimenti realmente accaduti così come sono realmente esistite le discutibili leggi contro il terrorismo.

 

Per me è questo il valore aggiunto di un romanzo rosa di qualità: lavorare con competenza su una cornice che possa spingere il lettore ad andare ad approfondire un argomento che, come nel mio caso, non conosce. Trasportarlo in un mondo diverso da quello che vive al di fuori delle pagine del libro che sta leggendo, facendogli conoscere la natura di esseri umani cresciuti in contesti altri.

Quindi: chapeau alla scrittrice che ha creato un piccolo diamante scolpendolo nella nostra storia moderna.

Consiglio questo romanzo a tutti gli amanti di romance profondi e articolati, dolorosi, arricchenti.

 

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