Fottutamente speciale – la recensione

Fottutamente speciale” è il primo romanzo pubblicato in self dall’autrice Teresa Guirado, uscito in Spagna nel luglio 2015, pubblicato in Italia nell’estate 2018. In Spagna il romanzo ha ottenuto un grandissimo successo, restando nella classifica dei Best Seller dei libri autopubblicati su Amazon. È anche arrivato finalista per il premio Eriginal Books del 2017.

Attualmente la scrittrice ha pubblicato:

  • “Fottutamente speciale” (Jodidamente especial, 2015, prezzo Amazon € 16,90, 408 pagine)
  • “La vida soñada de Emma” (2017, prezzo Amazon € 19,50, 352 pagine)

L’autrice pubblica ogni mese sul suo blog, se siete curiosi andate a dare un’occhiata.

Trama

Vera ha subìto un trauma, da qualche anno combatte con se stessa cercando di capire cosa merita o meno dalla vita.
Amat è il classico uomo affascinante, che ha raggiunto ottimi risultati lavorativi, ha una bellissima fidanzata e una casa con piscina nella bella Valencia.

Entrambi sembrano avere il cammino segnato: un’esistenza tranquilla, ripetitiva, senza scossoni… ma qualcosa cambia in loro quando la vita decide di farli incontrare.
I due sembrano non avere niente in comune, eppure in 2 settimane la loro vita cambierà.

 

Recensione ★★★★☆ (4/5)

Whatever makes you happy
Whatever you want
You’re so fuckin’ special
I wish I was special…
Il resto del testo diceva, semplicemente, delle cose che erano troppo intense per credere che fossero dirette a lei. Insomma, beh sì, fottutamente speciale. Lei era fottutamente speciale, era chiaro.

Eccolo qui, il significato del titolo: l’autrice ce lo spiega nell’ultima parte del romanzo. Inizialmente, lo ammetto, mi aveva un po’ lasciata interdetta. Poi acquista un valore tutto suo, alla luce delle pagine precedenti e della meravigliosa canzone dei Radiohead, Creep.
Ho provato diverse sensazioni durante la lettura di questo romanzo. L’autrice stessa lo suddivide in tre parti, a mio avviso un po’ a sé stanti.
Nella prima parte troviamo la descrizione dei personaggi, principalmente del loro carattere, e del loro incontro, il motivo per cui Amat e Vera devono lavorare insieme a stretto contatto. Mi sono lasciata travolgere dall’educazione, lo charme di lui e la riservatezza e accortezza di lei. Così diversi, così vicini. Un incontro inaspettato, con delle note profumate, dolci e amare, ma che comunque mi hanno trasportata in una dimensione molto romantica.
La seconda parte, più breve, non l’ho trovata molto a fuoco: tratta i punti di vista di Amat e della sua fidanzata Lucia, nel momento della loro rottura. Forse l’autrice voleva farci capire le motivazioni della loro separazione, ma aggiungere un terzo punto di vista l’ho trovato superfluo per la struttura del romanzo, che di fatto si appesantisce.
E infine la terza parte, quella che più mi ha creato sentimenti contrastanti: veniamo a conoscenza delle vere motivazioni del trauma di Vera e scopriamo la caparbietà con cui Amat decide di prendersi cura di lei. Realisticamente parlando, trovo poco credibile che un uomo, ricco e di bell’aspetto, dopo sole due settimane di conoscenza reale, decida di mettere in stand-by tutta la sua vita per occuparsi di una ragazza e dei suoi profondi traumi psicologici. Amat mette in pausa il suo lavoro, le sue amicizie, le sue attività quotidiane per prendersi completamente cura di lei. Il loro rapporto si basa sulla totale “dipendenza” l’una dall’altro, una base traballante per sperare nella riuscita di un rapporto solido. Ma questo è un pensiero mio, dovuto alla mia personalissima componente razionale, caricata da esperienze che mi hanno portato ad elogiare l’indipendenza nelle relazioni. Ma quando mi rendevo conto che stavo vivendo il romanzo troppo di testa e poco di cuore, ecco che arrivava un momento denso di significato tra i due protagonisti, che mi portava nella dimensione romantica del mio io.
Mi sono rispecchiata in tantissimi atteggiamenti di Vera, che la portavano a rifiutare un aiuto o una relazione e mi sono sentita in balìa di opposte sensazioni; ma alla fine dell’ultima pagina ho capito che preferisco un romanzo che scateni in me tutte queste riflessioni rispetto ad uno piatto, che faccio fatica a finire. Teresa non è stata assolutamente banale, ha una scrittura fluida, introspettiva, lineare, intervallata da testi di canzoni che sono un valore aggiunto notevole per comprendere l’anima di Vera.

Sì, la mia vita è come un musical e ogni momento ha una canzone che lo accompagna.
Succede a chi sta molto tempo da solo.

L’autrice per prima ci tiene ad avvertire il lettore che il romanzo è pieno di musica, creando una playlist apposta su Spotify, Jodidamente Especial.
A conti fatti mi sento di consigliarne la lettura, anche per entrare in un mondo particolare del genere rosa, che lascia spazio ai traumi contemporanei che travolgono molto spesso il genere umano, trovando uno spiraglio in mezzo ai boschi intrigati della mente umana, per niente semplice da codificare.

 

Recensione di NiMa per ChickLit Italia


Questo romanzo ci è stato inviato dall’autrice che ringraziamo!

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2 commenti su “Fottutamente speciale – la recensione

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