La vendetta delle single – la recensione

Tracy Bloom è un’autrice di origine inglese, costretta a trasferirsi in America “con un figlio appena nato e senza amici” a causa del lavoro del crudele marito. Come risposta alle sue indubbie difficoltà di adattamento alla nuova vita, invece di perdersi d’animo, ha iniziato a scrivere romanzi rosa e Chick Lit (colorandoli col suo irriverente humor inglese) diventando un’autrice di successo! “La vendetta delle single” è il secondo libro tradotto in italiano ed è edito Newton Compton Editore (il primo è stato “Niente sesso, è martedì” edito Sperling & Kupfer), è composto da 288 pagine per un prezzo di copertina di 9,90€ (attualmente scontato a 8,41€ su Amazon).

Trama

Suzie Miller ha 36 anni, una fila di ex relazioni irrisolte, una stupida rubrica del cuore da gestire e un progetto: vendicarsi di tutti i suoi ex fidanzati. Inizia per caso la sua avventura, con una provocazione al suo capo redattore a cui propone una sorta di posta del cuore al vetriolo, dove dare consigli spietati alle lettrici su come agire e reagire ai loro problemi di coppia. La rubrica, nata quasi per scherzo, ottiene un successo insperato e porta Suzie a pensare di poter anche lei, in prima persona, applicare i suoi stessi consigli per i suoi ex fidanzati. Così, con l’aiuto di Drew (collega, amico e partner di vendetta) inizia questo suo viaggio assurdo e bizzarro all’insegna dell’odio per il genere maschile e dell’occhio per occhio, dente per dente. Ma quando inizia a mettersi di mezzo anche il cuore… 

Recensione ★★★★☆ (4/5)

Sulle prime la struttura del romanzo mi ha fatto pensare a “Il diario di Bridget Jones” della Fielding e a “I love shopping” della Kinsella: nel primo ogni capitolo inizia con una sorta di “caro diario” della povera Bridget (utilissimo per annotare progressi o sconfitte nella: perdita di peso, tentativo di smettere di fumare, relazione con l’altro sesso e caccia al salto di carriera) e nel secondo la parte narrativa è spesso intervallata da spassose richieste di proroga per gli innumerevoli debiti maturati dalla povera Bex. Qui abbiamo le richieste di aiuto da parte di povere donne tradite e maltrattate (sentimentalmente), vittime di relazioni amorose malate, e le divertenti risposte ciniche e vendicative da parte della protagonista del romanzo: Suzie Miller. 

Esattamente come Bridget, Suzie ha una cotta per Alex, un suo collega. Colui che ha osato lasciarla con un SMS, dopo averle promesso mari e monti, amori, matrimonio, figli, felicità, Natale dai suoi e tutte quelle cose belle da sentire ma difficili da realizzare.

Se la storia d’amore di Sandra Bullock non poteva avere un lieto fine, dopotutto,

era evidente che le storie a lieto fine non esistevano.

Suzie ha un diavolo per capello (giustamente) e inizia a sfogarsi proprio rispondendo alle sue lettrici con sadica crudeltà, proponendo loro vendette tremende a scapito degli ignari compagni. E dentro di lei l’odio per il genere maschile trova una culla comoda e confortante per crescere e svilupparsi al meglio. 

La successiva escalation di vendette messe in pratica da Suzie risultano sulle prime divertenti, ma a lungo andare troppo prevedibili e sempre più surreali e poco credibili. Lo sviluppo del suo personaggio sinceramente non mi ha fatto impazzire, l’ho trovato abbastanza monocorde, immaturo e frivolo. Mentre ho adorato Drew, il suo amico, collega, motivatore e compagno di vendette. Ho apprezzato e ammirato il suo mettere in dubbio tutta la sua esistenza, la sua graduale presa di coscienza della necessità di uscire da una gabbia inconsapevole, ben mimetizzata in una vita grigia e sempre uguale a se stessa, e il coraggio di mollare tutto per rincorrere la felicità: eccolo qua il protagonista per antonomasia di un Chick Lit! Così mi sono ritrovata entusiasta e motivata nella lettura dei capitoli dedicati alla voce di Drew e meno interessata agli altri. La storia comunque funziona, è scritta molto bene e fa appassionare (soprattutto quella di Drew… ma forse questo concetto l’ho già espresso! :D), pur non essendo molto originale è comunque una lettura piacevole e leggera.

La nomination per la migliore scena del romanzo va a quella del regalo di Natale da parte dell’ammiratore segreto. Un sogno che diventa realtà!

Uscì dalla stanza a passo regale, tenendo alto il mento da Biancaneve e cercando di ignorare il fatto che, solo per un istante, il suo cuore aveva palpitato mentre leggeva le parole ammiratore segreto, mezzanotte, palla da discoteca e pista da ballo nella stessa frase.

#teamdrew tutta la vita!

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