The Mister – review party!

Dopo 8 lunghi anni dall’uscita della trilogia delle cinquanta sfumature, torna E. L. James con un nuovissimo romanzo: “The Mister“, edito Mondadori.

Ecco i libri scritti dall’autrice e tradotti in Italia per Mondadori: la celeberrima trilogia delle cinquanta sfumature, i suoi retelling dal punto di vista di Christian Grey, e l’ultimissimo “The Mister”.

Trama

Londra, 2019. La vita è sempre stata facile per Maxim Trevelyan. Molto attraente, ricco, aristocratico, non ha mai dovuto lavorare e ha dormito da solo nel suo letto molto di rado. Ma un giorno, improvvisamente, tutto questo cambia quando una tragedia lo colpisce ed eredita il titolo nobiliare della sua famiglia: un’immensa ricchezza e tutta la responsabilità che ne deriva. E questo non è un ruolo per il quale Maxim è preparato e si deve sforzare per affrontarlo. Ma la sfida più grande sarà resistere al desiderio, una giovane donna enigmatica, giunta inaspettatamente a Londra, che porta con sé solo il suo passato, difficile e pericoloso. Sfuggente, bella e con un grande talento musicale, Alessia rappresenta per Maxim un mistero seducente e il suo desiderio per lei aumenta diventando presto una passione che non si spegne, mai provata prima. Ma chi è Alessia Demachi? Può Maxim proteggerla da ciò che la minaccia? E lei come reagirà quando scoprirà che anche lui le sta nascondendo dei segreti?

 

Recensione ★★★☆☆(3/5)

Ho letto “The Mister“, il nuovo romanzo di E. L. James, senza troppe aspettative. La trilogia delle 50 sfumature credo abbia avuto un ruolo chiave e cruciale per sdoganare un genere di romanzo che spesso veniva guardato come qualcosa di “sporco” e immorale: quello erotico. E sono convinta che la cosa abbia avuto un riflesso sociale non indifferente: le donne si sono sentite libere di leggere e parlare di qualcosa di diverso, senza vergognarsene. Ovvio che gli scettici, i criticoni e i censori (ancora, nel 2019…) non smetteranno mai di manifestare il loro dissenso (quando va bene) e il loro disprezzo. Ma anche questo è giusto: ognuno sia libero di esprimere il proprio parere, così come ognuno sia libero di leggere quello che vuole.

Detto ciò, la trilogia al tempo non mi aveva entusiasmato e quindi non mi aspettavo molto neanche da questo romanzo. Devo dire che invece, soprattutto all’inizio, la trama mi ha piacevolmente sorpresa. Mi sono quindi ricordata che per 50 sfumature ebbi la stessa sensazione: la storia era indubbiamente interessante e originale, soprattutto nei momenti di introspezione di Grey. Ho quindi capito che uno dei punti di forza dell’autrice è che scrive sempre storie molto forti e coinvolgenti, e anche questa volta non è stata da meno: ci racconta infatti la storia di Alessia, una ragazza albanese scappata dalle assurde pretese della sua famiglia e dalla sua amata terra. La sua vita, tutt’altro che semplice, la porta a Londra a fare le pulizie nella casa di uno scapolo d’oro, nullafacente fino a qualche giorno prima del loro incontro: Maxim Trevelyan, diventato suo malgrado conte di Trevethick dopo la morte prematura del fratello. L’uomo è un donnaiolo senza remore, ma quando vede Alessia si innamora della sua semplicità, della sua eleganza innata e del suo talento musicale. Sì perché Alessia è una talentuosa pianista che, quando il “padrone” non è in casa, suona di nascosto il suo splendido pianoforte, unica gioia della sua giornata. Quando la sua vecchia e paurosa vita tornerà a bussare alla sua porta, Alessia si troverà di nuovo persa e senza speranza… ma Maxim, nel frattempo completamente cotto di lei, tenterà di salvarla portandola lontana da Londra, nei luoghi in cui lui e suo fratello sono cresciuti.

Non ho potuto salvare mio fratello dai demoni che lo hanno spinto a prendere la moto in una notte gelida, però posso aiutare questa ragazza bellissima, questa ragazza bella e coraggiosa.

La storia di base mi ha molto interessata, devo ammetterlo. Nella prima parte del romanzo, infatti, ho apprezzato come le scene di sesso (a volte troppo presenti e ripetitive nelle 50 sfumature) fossero state sostituite da un approfondimento sulla storia e sul rapporto tra i due personaggi. L’attenzione si sposta su questo amore che cresce ogni giorno di più, indubbiamente condito da passione ed erotismo, ma che si prende i suoi tempi per nascere e svilupparsi.

La scrittura tuttavia è molto faticosa, il continuo cambio di punti di vista, anche all’interno di singoli paragrafi, rende il tutto troppo articolato e difficile da seguire. Si passa senza soluzione di continuità dal punto di vista di Maxim a quello di Alessia, intervallato da quello di un fantomatico narratore esterno onniscente che ogni tanto prende la parola. Non so se questo sia un problema di traduzione (che in alcuni punti ho trovato molto discutibile) o della costruzione narrativa originale.

Altra cosa che non mi è piaciuta sono, da un lato, le continue forzature narrative: Maxim ogni tre o quattro pagine parla del fratello e di quanto la sua morte lo abbia colpito, ma il tutto muore lì, senza mai giungere a una svolta – e dunque senza motivazione drammaturgica -, Alessia dopo tutti i casini e le violenze subite sembra reagire in maniera un filo troppo estrema al “tradimento” di Maxim, che consiste semplicemente nel non averle rivelato la sua nuova condizione di conte – anche qui artificio narrativo troppo forzato -; dall’altro lato, mi dispiace per alcune potenzialità narrative quasi del tutto abbandonate a loro stesse. Vi faccio due esempi che evitano di spoilerare troppo la trama: si parla di un possibile suicidio del fratello, ma la cosa non è mai approfondita o sviscerata. Alessia è una pianista meravigliosa, il che sembra poter avere un ruolo fondamentale nel suo futuro, ma resta invece soltanto una timida caratteristica della protagonista che ha come unico scopo l’inserimento nella narrazione di piacevoli intramezzi musicali di altissima levatura.

Una delle cose, invece, che mi ha piacevolmente colpita, è la natura “cazzuta” (nonostante le apparenze) della protagonista: finalmente la James sceglie di raccontare la storia di una donna forte, anche se umanamente fragile, che per sfuggire ai soprusi e inseguire il proprio sogno trova il coraggio di scappare e di cercare di costruirsi una nuova vita. La natura fin troppo lasciva e poco incisiva di Anastasia Steele, la protagonista di 50 sfumature, mi aveva più volte irritata, quindi sono felice di questo cambio sostanziale di direzione.

E in soldoni? Non posso dire che questo romanzo mi abbia fatto impazzire, ma devo ammettere che la storia tiene incollati alle pagine e che, rispetto alle 50 sfumature, trovo il lavoro dell’autrice non privo di difetti ma comunque interessante.

N.B. in questo romanzo non ci sono scene BDSM, mi spiace 😀

 


Questo romanzo ci è stato inviato dalla casa editrice Mondadori, che ringraziamo!

 

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