A un passo da noi – la recensione

Azzurra Sichera torna con un nuovo romance dolce e introspettivo targato Harmony: A un passo da noi.

I romanzi attualmente pubblicati da Azzurra Sichera sono:

Trama

Un ballerino affascinante e scontroso, una dottoressa che prova a rimettere insieme la sua vita e un segreto.
Durante una tournée, il danzatore Aleksej Sokolov si lesiona un ginocchio e deve fermarsi a Bloomfield, dove vive e lavora la dottoressa Zoe Parker.
Per i due all’inizio non è facile comunicare, Aleksej è chiuso in se stesso e Zoe è piena di problemi che riguardano il suo passato e la gestione della locanda di famiglia.
Presto però si accorgono che è possibile creare un legame anche senza parole e che il dolore a volte è capace di creare unioni inattese.
Aleksej scopre cosa significa essere accolti e Zoe apre di nuovo il suo cuore.
Ma se quei giorni insieme, per uno dei due, fossero stati solo un accordo economico?

Recensione

Con A un passo da noi Azzurra Sichera si conferma la regina dei buoni sentimenti. Scordatevi bad boy e relazioni tossiche e immergetevi in un romanzo struggente e dolcissimo, dove l’amore arriva in punta di piedi per poi penetrare in tutte le pagine. Sia chiaro: non aspettatevi tutte rose e fiori. Il passato dei protagonisti è crudo e sofferto, sono due persone ferite e piene di cicatrici che si incontrano per caso, come in tutte le migliori storie d’amore.

Zoe, la protagonista, vive in una piccola cittadina americana con la sorella, lo zio e sua figlia, uno scricciolo tutto pepe che non la manda a dire a nessuno. Da quando il padre della figlia le ha abbandonate, vive sotto la pressione costante del giudizio delle persone: si sente sempre sotto esame, perennemente rincorsa da un occhio di bue, esposta, come su un palcoscenico.

La gente ha cambiato spesso il modo di guardarmi. Prima ero la ragazza madre, quella ingenua e sprovveduta. Poi, quando il padre di Maya ha deciso che era troppo per lui, sono diventata la povera Zoe.

 

Ed è proprio da un palcoscenico che Aleksej (che nella mia fantasia corrisponde a Sergei Polunin…) approda suo malgrado in questa cittadina dimenticata da Dio, dove la forma di intrattenimento principale è la composizione corale di un puzzle composto da 32mila pezzi. Burbero, sciupafemmine, perso, incazzato, Aleksej vive facendo i conti con la storia della sua infanzia che lo ha segnato a vita.

A volte mi chiedo dove abbia trovato il coraggio. O la forza. Senza cibo, con le suole bucate, quanta strada pensavo di percorrere? Eppure, non mi sono mai fermato. Forse per paura che mia madre mi trovasse. Che le sue percosse finissero per uccidermi.

 

Queste due anime ferite non possono che aver rinchiuso il proprio cuore in una fortezza invalicabile, eppure il loro incontro fortuito le cambia, le rilassa, le libera. Loro malgrado o per fortuna?

Zoe ha la capacità di mandarmi del tutto in pappa il cervello. Da quando la conosco, mi sembra di stare sulle montagne russe. Sbalzi di umore, sensazioni inaspettate, confidenze, intimità.

 

Due creature abituate a correre in continuazione, l’uno da un palco (e un letto) all’altro, l’altra dal ruolo di madre a quello di medico, a sostenitrice della sorella, dell’amica, della figlia, della locanda di famiglia e anche delle cause cittadine. Sembrano volersi riempire la vita solo per non avere il tempo di riflettere, pensare e ricordare. L’autrice riesce a farci immerge in questo loro incontro che li rallenta e li obbliga finalmente a confrontarsi con loro stessi.

 

«Siamo arrivati» annuncia e io comprendo con una lucidità disarmante di essere giunto per davvero.
O, per meglio dire, approdato. Ma non in un luogo, non in un posto.
Finalmente capisco che non è lo spazio che conta, ma la persona con la quale si occupa.
Adesso devo solo capire come si fa a rimanere.

 

Attraverso una scrittura molto introspettiva, dove si lascia ampio spazio al monologo interiore dei protagonisti, la storia di Zoe e Aleksej ci abbraccia e ci culla, traghettandoci placida verso il meritato lieto fine.

Menzione d’onore a quella che ho riconosciuto come una chiara citazione a “Una mamma per amica”: l’asta dei cestini da picnic. Quanto ho adorato!

Se avete voglia di una lettura rilassante ed emotiva vi consiglio senza dubbio la lettura di questo dolcissimo romanzo.

 


Questo romanzo ci è stato inviato in anteprima dall’a casa editrice che ringraziamo!

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Un commento su “A un passo da noi – la recensione

  1. Sarò impopolare sulla copertina che può attrarre, ma a me in genere foto di questo tipo mi irritano. Detto ciò e passando alla trama, direi che si presenta un libro interessante, inserito nella lista dei titoli da leggere questa estate!!!

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