La mia vita non proprio perfetta – la recensione

La mia vita non proprio perfetta” è uno degli stand-alone di Sophie Kinsella, edito da Mondadori nel 2017 con la traduzione di Stefania Bertola. La Kinsella è una star dei Chick Lit, forse LA più famosa grazie alla saga I Love Shopping. Ha pubblicato anche alcuni romanzi senza pseudonimo (ovvero sotto il suo vero nome: Madeleine Wickham) ed alcuni stand-alone firmati Sophie Kinsella quali:

Trama

Katie (o Cat, nella sua versione London chic) è una ragazza di campagna il cui sogno più grande è quello di vivere a Londra. Con non pochi sacrifici sembra avercela fatta: lavora come designer (sottopagata) in un’azienda di branding, sotto il terribile capo che oltre ad abiti fantastici e tacchi a spillo porta anche il nome di Demeter. Ce la mette tutta, Katie, nonostante lavori a più di un’ora di mezzi pubblici dalla minuscola stanza della minuscola casa che ha in affitto con altre due persone, nonostante non abbia soldi per avere una vita sociale e debba mentire in continuazione a suo padre per non farlo preoccupare. La mazzata arriva quando Demeter, con la sua solita aria distratta e noncurante, le annuncia che è stata licenziata: tagli al budget, può succedere! Così Cat è costretta a tornare la Katie nel Somerset, anche se con un bel progetto all’orizzonte: aiutare la sua famiglia per il nuovo glamping, il glamour camping che sembra essere diventato un must per le famiglie ricche londinesi e che decidono di inaugurare nella fattoria di famiglia. Ma Londra resta il suo sogno, anche se i curricula che manda non ricevono mai risposta. Finché un giorno… 

Recensione ★★★★☆ (4/5)

La mia vita non proprio perfetta è un romanzo Chick Lit piacevole, scritto benissimo, che riesce a toccare corde sentimentali interessanti. Non l’ho trovato particolarmente “divertente” in nessuna delle sue parti, nonostante la volontà fosse indubbiamente quella. Ma partiamo dall’inizio: Katie (o Cat, come si fa chiamare nella sua vita londinese) è un personaggio ben delineato, a cui ci si affeziona subito. Lo stesso vale per suo padre (delizioso!) e la sua matrigna, che la ama come una figlia. Il loro rapporto è molto originale e delicato, molto tenero. Ed è per questo che Katie non vuole che sappiano delle sue difficoltà economiche, è talmente disperata che utilizza Instagram per “fare finta” che la sua vita a Londra sia perfetta.

Un giorno la mia vita sarà uguale ai miei post su Instagram. Un giorno.

L’inizio del libro l’ho trovato molto lento, pieno di descrizioni e con pochissimi dialoghi, anche se comprendo benissimo la necessità di installare la storia, di far capire al lettore il contesto per lo più deprimente in cui vive la protagonista. Quando iniziano ad apparire gli altri personaggi chiave, il romanzo acquista tutto un altro appeal. Le dinamiche lavorative sono assolutamente credibili e interessanti, e il lato romantico molto carino e appassionante. La seconda parte, dedicata al glamping, è indubbiamente la mia preferita: la maestria con cui la Kinsella costruisce, destruttura e rigenera il rapporto tra Katie e Demeter, il suo capo, è davvero degna di nota. Quasi tutti i personaggi principali in questa seconda parte hanno uno sviluppo originale e interessante, che fa loro acquisire spessore e fascino.

Credo di aver finalmente capito come godersi la vita. Ogni volta che vedi qualcuno che ti sembra abbia solo il lato luminoso e scintillante dell’esistenza, ricorda: anche per loro c’è una realtà da schifo. Ovviamente. E ogni volta che ti trovi di fronte la realtà da schifo e ti senti giù da morire e pensi “Ecco, questa è la mia vita”, ricorda: non è vero.
Tutti hanno un lato luminoso e scintillante, anche se a volte è difficile trovarlo.

La parte romantica e sentimental-amorosa occupa solo una parte minima del romanzo, anche se è costruita benissimo: è una parte in cui ci si immedesima molto facilmente: facciamo il tifo per i due piccioncini fin dall’inizio! Ma come sempre, cosa che ammiro molto, la Kinsella non si dilunga troppo in questo aspetto che altrimenti diventerebbe troppo stucchevole.

Di sicuro non è il romanzo della vita, ma è comunque una lettura piacevole e, LO DEVO AMMETTERE, arrivata alle ultime pagine mi sono anche commossa!

 

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