Joanne Bonny – l’intervista “Ho sposato un maschilista: da Wattpad alla Newton Compton, passando per il self-publishing”

Joanne Bonny, pseudonimo dietro cui si cela una giovane autrice che preferisce non rivelare la sua vera identità, è l’oggetto della prima intervista di Chicklit Italia! Siamo molto orgogliose e felici di poter aprire questa nuova sezione!

Joanne ha appena pubblicato, per la prima volta con una casa editrice e in particolare con la  Newton Compton Editori, il suo ultimo romanzo “Ho sposato un maschilista” (trovate la nostra recensione QUI). Non è certo un’esordiente però! Ha già pubblicato in self altri tre romanzi ed è molto attiva anche sulla piattaforma Wattpad.

In questa intervista ci parla proprio del suo passaggio da Wattpad al self-publishing, fino ad approdare alla casa editrice. E ci svela quanto di sé ha influenzato i personaggi e la storia di “Ho sposato un maschilista“!

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Chicklit Italia: Ciao Joanne, è un piacere conoscerti! Grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande! Entriamo subito nel vivo con la prima: Quando hai iniziato a scrivere? E soprattutto: perché? 

Joanne Bonny: La mia primissima prova da scrittrice risale a quando avevo dieci anni. Era estate e, seduta sul balcone della cucina con le gambe a penzoloni, ho incominciato quello che sarebbe dovuto diventare un giallo e che poi si è limitato a un prologo dove una poveraccia veniva brutalmente assassinata in un parco. Ho ripreso la penna in mano parecchi anni dopo, quando ho scritto il mio primo romanzo completo, che parlava di pirati (come si intuisce dallo pseudonimo che mi sono scelta, ho un debole per questo tema). Da allora non mi sono più fermata: dopo una breve parentesi come ghost writer per libri per ragazzi, sono approdata su Wattpad, dove mi sono cimentata nella scrittura per young adult e, infine, per adulti. Perché ho iniziato a scrivere? Dovrei chiederlo a quella bambina seduta sul balcone, in quel lontano pomeriggio d’estate… io rispondo che, finché avrò storie nella mia testa e lettori che vorranno leggerle, continuerò a farlo.

CI: Ancora prima del self-publishing ti sei quindi fatta conoscere con la piattaforma Wattpad. Puoi raccontarci l’iter del tuo romanzo da Wattpad alla pubblicazione in self su Amazon? Consiglieresti agli autori in erba di “iniziare” pubblicando le proprie storie su Wattpad?

JB: La mia iscrizione a Wattpad risale all’ormai lontano 2015, anche se i primi mesi ammetto di non aver pubblicato niente. Ero titubante a farlo perché Wattpad aveva la fama di essere popolato esclusivamente da adolescenti che volevano leggere fanfiction su Harry Potter o sugli One Direction. Per fortuna c’era molto di più, anche se ho dovuto pazientare per trovare storie interessanti e per suscitare a mia volta interesse nei lettori. Ricordo che ci misi quasi un mese a raggiungere le cento visualizzazioni con la mia prima storia, e allora lo considerai un grande traguardo! Se lo consiglio agli aspiranti scrittori? Certo, purché non diano per scontato che pubblicare su una piattaforma con centinaia di migliaia di utenti dia l’immediato accesso alla popolarità. I lettori, sopratutto quelli fedeli, bisogna guadagnarseli scrivendo storie di qualità e, se possibile, postando regolarmente. Ma al di là di eventuali successi di pubblico, considero Wattpad un’occasione imperdibile per ogni scrittore in erba proprio per lo stretto rapporto che viene a instaurarsi tra autore e lettori.
Il balzo da Wattpad ad Amazon è stato giustificato dal mio desiderio di raggiungere più lettori possibili e per permettere alle mie storie di farsi notare dalle case editrici. Purtroppo questo ha comportato eliminare buona parte delle storie da Wattpad, nel rispetto del regolamento di Amazon, ma per fortuna (quasi) tutti i miei follower hanno compreso questa esigenza e mi hanno supportata nel compiere questo piccolo salto di qualità.
Detto questo, la mia avventura con Wattpad non si è certo interrotta. Ormai considero questa piattaforma la mia “comfort zone” scrittevole e non ho nessuna intenzione di smettere di pubblicarvi, sopratutto per l’infinita libertà che offre. Lì non esistono agenti o editor che ti diranno che la tua idea non funziona o che non è abbastanza commerciale, puoi letteralmente scrivere ogni storia che ti passa per la mente e questo, per uno scrittore, è un lusso irrinunciabile!

CI: Data la tua interessante esperienza, ti facciamo la Domanda delle Domande: puoi svelarci i pro e contro del self-publishing? Che consiglio daresti a chi volesse approcciarsi a questa tipologia di pubblicazione?

JB: Per esperienza diretta trovo il self-publishing un’ottima occasione per mettersi alla prova come scrittori. Non solo, attualmente la considero la soluzione migliore per chi desidera farsi notare dalle case editrici. Vendere migliaia di copie da scrittore autopubblicato non ti garantisce un contratto con una c.e., certo, ma intanto puoi guadagnare qualcosa col tuo lavoro e ti risparmi mesi di attesa per una risposta che, con ogni probabilità, non arriverà mai.
Il mio consiglio è quello di far leggere la storia a più persone possibili e sollecitare (gentilmente) recensioni, fondamentali perché la storia attiri curiosità. Se volete comprare un pelapatate su Amazon, cliccate su quello che ha ricevuto un centinaio di recensioni o su quello che non ne ha neanche una? Sembra brutto dirlo, ma con i libri non funziona tanto diversamente. Attenzione, però, le recensioni devono essere veritiere! Quelle fin troppo entusiaste scritte da amici, fidanzati e parentame vario puzzano di falso lontano un miglio e tengono i lettori alla larga. Io ho avuto la fortuna di avere il sostegno dei miei lettori wattpadiani, altrimenti vi consiglio di rivolgervi ai blogger. Attenzione anche qui, però: scegliete con cura a chi far leggere un romanzo: è inutile e scortese inviare un libro romance a chi si occupa solo di gialli. Ultimo consiglio, evitate lo spam. A nessuno piace lo spam. Per quanto riguarda i contro, l’unico che mi viene in mente è la nomea di sfigato che purtroppo (almeno qui in Italia) aleggia ancora su chi si autopubblica, quando in realtà ci sono scrittori self che vendono molte più copie e guadagnano molti più soldi di autori pubblicati da rinomate case editrici.

CI: Beh, ora la domanda sorge spontanea: come sei arrivata alla Newton Compton Editori? (Approposito: complimenti!)

JB: Grazie! In realtà mi hanno cercata loro proprio grazie al successo che il romanzo stava riscontrando in versione self-publishing. Come dicevo prima, se avessi inviato il manoscritto alle case editrici adesso starei ancora aspettando una risposta, invece a distanza di pochi mesi dall’autopubblicazione la mia storia è già disponibile in tutte le librerie! Pazzesco, no?

CI: Il romanzo in questione è “Ho sposato un maschilista“. Raccontaci come è nato!

JB: Risposta difficile, visto che quando invento una storia poi non ricordo mai quando e come questo sia accaduto. Diciamo che ho trovato interessante e divertente unire una delle cose che mi premono di più, i principi femministi, con una delle cose che più detesto, ossia i reality show.

CI: Emma, la protagonista del tuo romanzo, è una femminista incallita. Quanto ti rispecchi in lei?

JB: Moltissimo, tutte le parole che escono di bocca a Emma sono miei pensieri (ebbene sì, anche la famosa diatriba tra “signora” e “signorina”). La testardaggine che sconfina in arroganza, il porsi su un piedistallo rispetto a chi manifesta idee retrograde, il chiudere un occhio sui mezzi che si utilizzano pur di ottenere il fine che si vuole perseguire… Ma nel finale ho riscattato entrambe facendo compiere a Emma un bel bagno di umiltà.

CI: Il contenitore della tua storia è un realty show. Tu li guardi? Cosa ne pensi (anche se dalle tue risposte precedenti intuiamo la risposta!)?

JB: Chi afferma di non aver mai guardato un reality show mente. Del resto viviamo nell’era più popolare di questo prodotto televisivo e sì, ricordo ancora di come non mi perdevo una puntata della prima edizione del Grande Fratello. Col tempo, però, credo che questo genere di programmi sia scaduto sempre di più: è venuta a mancare quella genuinità iniziale e il trash, una volta godibile, è diventato fin troppo squallido.

CI: Ultima domanda di rito: progetti per il futuro? Hai già un nuovo romanzo in cantiere?

JB: Ho in mente svariati progetti, anche se al momento mi sto concentrando sulla trama di una nuova chicklit che spero di riuscire a iniziare il prima possibile. Non mi piace però l’idea di appiccicarmi etichette, anzi, continuerò a pubblicare storie young adult su wattpad e a spaziare tra i vari generi. Uno sfizio che voglio certo togliermi è scrivere un giallo. Chissà, potrei finalmente continuare quello che ho iniziato l’estate di tanti anni fa…

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Ringraziamo Joanne Bonny per la disponibilità e le auguriamo un enorme in bocca al lupo per la sua carriera!

Se siete curiosi di leggere i suoi romanzi, ecco una lista di quelli attualmente pubblicati :

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