Abbiamo un bacio in sospeso (io e te) – la recensione

Abbiamo un bacio in sospeso (io e te) è il nuovo romanzo di Riccardo Bertoldi, edito Rizzoli. L’autore, classe 1990, è molto conosciuto e apprezzato sui social network.

I romanzi attualmente pubblicati da Riccardo Bertoldi sono:

Trama

Leonardo fa il fotografo, ha trent’anni, gli occhi timidi di chi parla poco e una ferita al cuore che non riesce a rimarginare. Ogni giorno prende il treno per andare al lavoro e sulla carrozza numero 2 incontra il sorriso di Sara, che illumina per un attimo le sue giornate. Qualche volta, però, la paura di amare supera il coraggio di osare. E così, per Leonardo, quella sconosciuta che ascolta musica e scrive su un diario dalla copertina rossa diventa un modo per fantasticare: cosa accadrebbe se finalmente si facesse avanti e decidesse di sfidare il destino? Reduce da una lunga storia, Leonardo è tornato a Verona, la sua città, e ha ritrovato la vita che lì aveva lasciato. Un nuovo amore non era nei piani, ma si sa, il cuore fa i suoi progetti, e a volte ce li mostra nei modi più inattesi. Così un giorno Leonardo capisce che deve tuffarsi – a costo di sembrare un po’ pazzo, a costo di farsi male – e lascia sul sedile che di solito occupa la ragazza una fotografia che le ha scattato di nascosto. Il destino lo porterà dentro un negozio di musica, con la luce della notte che filtra dalla serranda semiaperta, insieme a lei: Sara. E gli ricorderà che a volte basta poco – uno sorriso rubato, una bella canzone, un bacio a fior di labbra – per aggiustare un cuore e ricominciare.

Recensione

Il protagonista di “Abbiamo un bacio in sospeso (io e te)” è il complicato Leonardo, un ragazzo di trent’anni reduce da una storia d’amore che credeva invincibile, con Paola. Ha investito tanto in quel rapporto, arrivando a trasferirsi a Milano e lasciando a Verona i suoi più cari amici e il padre, rimasto solo dopo la morte precoce della madre. Una volta guardata in faccia la realtà, Leonardo capisce che quello non è più il posto giusto per lui, non è felice. Così decide di tornare a Verona, riallacciare i rapporti col padre e rituffarsi nell’affetto sincero e confortante degli amici.

Decide anche che forse è il momento giusto per fare una scelta coraggiosa e provare a vivere della propria passione, la fotografia. Ed è proprio sul treno che ogni mattina lo porta al suo nuovo lavoro che “conosce” lei, Sara, protagonista indiscussa del suo battito accelerato e della sua curiosità. Non ha il coraggio di rivolgerle la parola, così si limita a osservare il suo riflesso nel finestrino del treno e a scattarle qualche fotografia di nascosto.

Lo fa spesso, Leonardo: fotografa persone estranee che attirano la sua attenzione e le raccoglie in un album, che tira fuori in treno per cercare di attirare l’attenzione della ragazza. Mentre lei scrive, in continuazione, sul suo diario dalla copertina rossa. Saranno proprio questi due appuntapensieri a far nascere il “gioco” tra i due ragazzi, lui sfoglierà le pagine del suo diario, lei quelle del suo album. Ma in realtà sfoglieranno l’anima l’uno dell’altra, scoprendo bellezze imperfette e irrinunciabili, tanto belle da fare male, da spingerli a continuare a giocare con cuore e destino.

Faccio una doverosa premessa: questo genere di libri di solito non mi fanno impazzire. Ma ho voluto comunque dare una chance a un genere letterario che di solito non affronto, proprio perché voglio allargare i miei confini. Parlo dei romanzi in cui, più che raccontare una storia, viene raccontato un sentimento, cercando di sviscerarne ogni minima sfaccettatura, ogni minima dinamica. In “Abbiamo un bacio in sospeso (io e te)” vengono trattate tre declinazioni diverse del sentimento: l’amore di Leonardo per Sara, il suo affetto per il padre e il suo amore fraterno per gli amici. Da questo punto di vista ho trovato il romanzo un po’ frammentario perché queste sfere sentimentali vengono trattate in maniera autonoma, senza troppe contaminazioni o influenze di una sulle altre. Questo fa sì che a volte sembra che l’ordine dei capitoli non segua quello temporale: se in uno si parla di una delle tre sfere, magari concludendolo con un colpo di scena, al successivo sembra che non sia successo nulla, andando a descrivere un’altra sfera senza fare riferimenti a quella precedente. In questo modo si crea una aspettativa nel lettore, che vuole sapere lo sviluppo di ciò che ha appena letto, e deve invece disconnettersi da quella sfera per entrare nell’altra. Non ho capito se la cosa sia voluta o meno, a me a tratti mi ha disorientata.

È comunque un libro scritto molto bene, con una costruzione dei dialoghi interessante e credibile. È un romanzo molto denso, pieno di frasi da citare e concetti profondi su cui riflettere. È per questo che in questa recensione non troverete citazioni, perché avrei dovuto scegliere fra mille frasi significative, e selezionarne una sarebbe stato un torto per le altre!

Si percepisce a pieno il lavoro molto meticoloso dell’autore che riesce a entrare in profondità nel sentimento, arrivando a descrivere ogni singolo respiro, ogni sguardo, ogni battito del cuore. 

Chi è appassionato del genere lo apprezzerà molto, è un romanzo di indubbia qualità, impreziosito da una qualità espressiva ricca e pregevole.
Pur non essendo il mio genere mi sento quindi di consigliarlo agli appassionati dell’amore, a chi ama il sentimento e tutte le sue declinazioni.

 


Questo romanzo ci è stato inviato dalla casa editrice Rizzoli che ringraziamo!

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